La Commissione Europea, dopo l’analogo parere dell’EMEA (l’Agenzia Europea del Farmaco), ha dato l’ok definitivo alla vendita senza ricetta dell’Ulipristal, il contraccettivo d’emergenza che può essere assunto fino a cinque giorni (120 ore) dopo il rapporto non protetto.
La classica “pillola del giorno dopo” è già senza obbligo di ricetta medica in molti paesi europei.
Il parere tecnico dell’EMEA è che il farmaco sia più sicuro ed efficace se assunto entro le 24 ore dal rapporto e immediatamente prima dell’ovulazione (il momento di massimo rischio di gravidanze indesiderate). I numeri sono importanti, il 44% delle gravidanze è indesiderato e il 30% delle donne in età fertile ha avuto almeno un rapporto non protetto nell’ultimo anno. In caso di gravidanza iniziata il farmaco non è abortivo e risulta innocuo sia per l’embrione sia per la madre.
Come in molti casi analoghi, in Italia, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) applica norme molto più restrittive del resto di Europa e cioè: ricetta medica non ripetibile per la “pillola del giorno dopo” e ricetta medica non ripetibile e test di gravidanza obbligatorio per la “pillola dei cinque giorni dopo”. Non c’è alcuna evidenza scientifica per tale normativa che scaturisce, quindi, da un atteggiamento tendente a scoraggiare l’uso dei contraccettivi d’emergenza.
La causa di tale atteggiamento è, evidentemente, di origine politica, infatti Medici e Farmacisti Cattolici si dichiarano “obiettori” sia sulla prescrizione sia sulla vendita di tali prodotti considerandoli abortivi. In realtà, tecnicamente, per parlare di aborto dovrebbe esserci un feto vitale mentre questi prodotti creano un ambiente sfavorevole all’annidamento dell’ovulo fecondato nella parete uterina.
In realtà, da laico, non intendo avventurarmi in virtuosismi etico/religiosi che, come al solito, lascerebbe ognuno abbarbicato ai propri principi “non negoziabili”. Personalmente faccio solo notare che Medici e Farmacisti devono adeguarsi alle Leggi dello Stato, soprattutto quando svolgono servizi d’emergenza (Pronto Soccorso o Servizio Notturno) in cui il paziente non ha possibilità di rivolgersi ad altri. In questo caso si potrebbe configurare l’omissione di soccorso.
Ma come dicevo il tema etico, pur stimolante, è fuorviante. Il vero problema, a mio avviso, è sanitario. È un dato sociale conosciuto che c’è un sempre più precoce inizio dell’attività sessuale (per le ragazze 13 anni per i ragazzi 18) legato anche a una preoccupante promiscuità. I giovani hanno, poi, il mito della propria invulnerabilità. Le ultime generazioni, infatti, hanno ricominciato ad avere, già in adolescenza, comportamenti pericolosi per la salute come fumo, alcool, droghe di vario genere (soprattutto le ragazze). Per venire, però, al tema che ci interessa, bisogna sottolineare che sono in aumento vertiginoso i rapporti non protetti (a causa anche di informazioni fuorvianti del Clero sull’uso dei profilattici). Non si usa il profilattico per avere un maggiore piacere, per ignoranza, perché “a me non può capitare nulla”. In realtà l’AIDS non è sconfitto e l’Epatite C e altre malattie (spesso pre-cancerose) a trasmissione sessuale sono in aumento. Il nuovo farmaco che promette di debellare l’Epatite C è talmente costoso che sarà limitato a pochissimi pazienti selezionati.
Ecco quindi il reale “pericolo” di un farmaco di per sé sicuro. I ragazzi non usano atteggiamenti protetti perché c’è, comunque, la possibilità di “cavarsela”. Sta alla famiglia, sempre più assente, educare i propri figli, già in tenera età su quelli che sono gli atteggiamenti più sicuri per la loro salute fisica e mentale. Assistiamo, infatti, sempre di più, alla delega delle famiglie ad altre strutture (Scuola, Stato) che vengono poi incolpate di eventuali fallimenti. I genitori diano ai loro figli un’adeguata “Educazione Sentimentale” che li porterà a una vita migliore e, perché no, a una sessualità più consapevole e gioiosa.
Dott. Franco Ricciuti
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