Un antico adagio affermava che: "Il raffreddore curato passa in una settimana, mentre quello non curato passa in sette giorni". In ogni proverbio c'è sempre una verità.
Le malattie virali, in effetti, si prevengono non si curano. Questo è vero per quelle per cui esiste il vaccino e quando questo sia stato fatto! E negli altri casi? Si ricorre ai " FARMACI SINTOMATICI" che, come dice la stessa definizione, attenuano i sintomi senza curarne la causa. Quale sono i più diffusi sintomatici?
• Antipiretici: agiscono riducendo la temperatura corporea.
• Antitussivi: agendo di solito sul centro della tosse (nel cervello) ne attenuano la frequenza.
• Antistaminici: riducono l'intensità dei fenomeni allergici.
• Antidolorifici: contrastano il dolore
• Ecc.
Il rischio è di usare i sintomatici a sproposito o di coprire alcuni sintomi cosi che, all'arrivo del medico siamo freschi come una rosa e senza tosse ma in piena sindrome influenzale e il dottore non sa che fare. Un altro rischio è di usare due o tre farmaci che agiscono nella stessa direzione causando pericolosi sovradosaggi. Per esempio le classi dei farmaci Antipiretici, Antinfiammatori, Analgesici sono spesso sovrapponibili perciò un antipiretico è anche antinfiammatorio e viceversa. Accade così che un cardiopatico che prende normalmente piccole dosi di aspirina per migliorare la circolazione, aggiungendo un antipiretico possa avere piccole emorragie. O, invece la mamma che è abituata a dare la tachipirina per il minimo rialzo febbrile, aggiunga poi un'aspirina per il mal di testa. Rivolgetevi con fiducia al vostro farmacista che vi sarà vicino e vi guiderà nella scelta più oculata.
Dott. Franco Ricciuti
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