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La Cistite

dott. FRANCO RICCIUTI • 23 settembre 2024

La cistite è un'infezione vescicale sostenuta, in massima parte, da Escherichia Coli. Anche altri batteri possono determinarla (vari ceppi di Stafilococchi, Proteus Mirabilis, Klebsiella, Pseudomonas A. ecc.). 

Di solito si manifesta con dolore o senso di pesantezza nella zona immediatamente sopra il pube seguita da bruciore quando si urina e dall'aumento dello stimolo e dalla difficoltà a urinare. Quando il dolore s'irradia al fianco, va consultato immediatamente il medico perché l'infezione potrebbe essersi estesa dalla vescica ai reni. Spesso viene richiesta dal medico l'analisi dell'urina (si cerchi di raccogliere il getto intermedio perché il primo serve per "lavare" l'uretra), l'urino coltura e il relativo antibiogramma (anche se alcuni ceppi come le Clamidie non si riproducono nei normali terreni di coltura). Nel maschio è importante la diagnosi differenziale rispetto a una prostatite.


La pronta risposta anche a una sola somministrazione (ad alte dosi) di antibiotico o di sulfamidico, ha portato a banalizzare il problema e le recidive vengono considerate la normalità. Tralascio le cistiti della terza età perché sono spesso legate all'uso del catetere o a indagini mediche e di laboratorio.


Le donne sono colpite dalla cistite molto più dei maschi (il rapporto è circa quattro a 1) per varie ragioni: la lunghezza dell'uretra molto più corta (circa 6 cm contro 16) e l'immediato affaccio all'esterno del meato urinario, rendono più facile l'accesso dei coli fecali. Altri fattori che aumentano il rischio di questa patologia che, se mal curata, dà frequenti ricadute sono:

  • Le mestruazioni che creano un generico calo delle difese immunitarie. Inoltre l'uso degli assorbenti (di tutti i tipi) e dei salva slip crea un terreno di coltura ideale per i batteri. Una lavanda dopo le mestruazioni potrebbe essere utile.
  • La scarsa propensione al bere. Molte donne bevono poco e i fastidi della cistite le portano a bere ancora di meno per cercare di ridurre il numero di minzioni. Ciò peggiora la sintomatologia perché l'urina è "più carica" ed essendo di scarso volume non "lava" l'uretra.
  • L'abbigliamento: l'uso di capi aderenti, di slip sintetici e, ancora di più, del"perizoma", favoriscono la migrazione dei coli fecali dalla regione anale al meato urinario. La notte sarebbe il caso di non portare indumenti intimi.
  • Generici disturbi intestinali che causano processi flogistici a carico della pelvi e aumento della carica batterica delle feci.
  • Igiene intima. Molto spesso si ricorre a detergenti intimi definiti "neutri" nella convinzione che siano più delicati, in realtà il PH della nostra pelle è naturalmente acido proprio per difenderci dalle proliferazioni batteriche. Esistono dei detergenti intimi arricchiti di principi naturali antibatterici (semi di pompelmo, tea tree oil, ecc.) che sono utili come preventivi.
  • Difetti anatomici come alcune forme in cui l'uretra forma una specie di "sifone" in cui ristagna qualche goccia d'urina facilmente contaminabile dai batteri.


La terapia, tranne i casi in cui la visita urologica è, ovviamente, indispensabile, consiste soprattutto nella prevenzione. Dato che, come ho detto sopra, le recidive sono frequenti, si possono mettere in atto delle semplici strategie preventive.

  • Evitare consigli di persone non competenti. Spesso vengono consigliati o richiesti farmaci antinfiammatori nella convinzione che possano togliere "il dolore" o perché una bustina vale un'altra;
  • Bere molto, mai meno di 1,5 lt al giorno. So che questo, per molte donne, sarà un supplizio ma è assolutamente necessario;
  • Usare, almeno prima e durante le mestruazioni, "fermenti lattici" che aumentano le difese immunitarie, migliorano la situazione intestinale e diminuiscono la carica batterica delle feci;
  • Usare indumenti intimi comodi. Il vecchio slip di cotone bianco resta l'indumento migliore;
  • Curare l'igiene intima evitando di contaminare la zona vulvovaginale con coli fecali. Nelle bambine si nota spesso che, dopo essere andate in bagno, si puliscono "da sedute" usando la carta igienica dal dietro verso l'avanti rischiando l'infezione. Inoltre a scuola sovente non ci sono bagni riservati alle femminucce, nel caso di bambine che abbiano tendenza alla cistite, è il caso di usare il copri-water;
  • Al presentarsi dei sintomi agire subito, intervenire anche con un solo giorno di ritardo può provocare un enorme allungamento della durata della patologia. Nella prima fase i prodotti naturali (come per esempio il Vaccinum Vitis Idaea detto anche Mirtillo Rosso o Cranberry o l'Uva Ursina) hanno lo stesso valore degli antibiotici senza il rischio di creare ceppi resistenti. Nel caso di, possibili, fastidi gastrici si possono usare prodotti naturali come il Bioanacid;
  • Secondo alcuni autori è utile cercare di svuotare la vescica dopo un rapporto sessuale che è una situazione favorente la contaminazione batterica. È indispensabile l'uso del profilattico nel caso di rapporti occasionali o con partner a rischio.


In ogni caso chiedere il consiglio del Farmacista e, ove ricorra, del medico aiuterà a superare questa fastidiosa patologia in pochi giorni e, soprattutto a ridurne le recidive.

 

Dott. Franco Ricciuti

 

Insieme ai suoi Collaboratori, ognuno dei quali ha dato un contributo prezioso.


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